Da una decina d’anni la società ha rivolto una particolare attenzione alla produzione di piante in vaso per la fitodepurazione delle acque.

La fitodepurazione è un processo per depurare le acque reflue civili (domestiche o industriali) ma anche dei bacini di scolo naturale, che sfrutta le proprietà di assorbimento dei vegetali superiori (Phragmites australis…) le quali favoriscono la crescita di habitat idonei della flora microbica. Tale trattamento funziona come filtro biologico in grado di ridurre le sostanze inquinanti presenti nelle acque.

La pianta regina della fitodepurazione è certamente la cannuccia palustre (phragmites australis), la quale presenta una elevata capacità a svilupparsi colonizzando nuovi terreni e a trattenere elementi inquinanti tramite l’apparato radicale rizomatoso. Spesso viene affiancata dalla presenza di altre varietà autoctone (Carex, Juncus, Iris, Typha)

Inoltre l’utilizzo di tali piante è adatto per il consolidamento delle sponde di canali e corsi d’acqua. La “maglia” che si crea con il loro apparato radicale permette di contrastare i fenomeni di erosione e franamento spondale.